Cosa si nasconde dietro questo strano termine?

Ecco un “Parapegma" si tratta di un prezioso reperto antico che risale a più di 2500 anni fa. L’immagine è elaborata al computer. Siamo nella Grecia del 600 a.c. I “Parapegma” erano delle tavole di legno o delle lastre di pietra sulle quali venivano incise previsioni di carattere astronomico, ma anche previsioni del tempo. Ve ne erano alcuni sui quali erano praticati dei fori accanto ai quali erano incise le informazioni. Le notizie da leggere erano quelle indicate da chiodi o da perni di legno infilati nei fori. L’idea dei “Parapegma” é attribuita a Talete di Mileto il filosofo matematico greco che, già in quei tempi (fu il primo), aveva espresso la teoria sulla sfericità della terra. Le tavole di legno o le lastre di pietra venivano collocate nelle piazze delle città greche e affisse agli edifici pubblici. Si può dire che i “Parapegma” rappresentino il primo esempio di previsioni del tempo rivolte al popolo. In questo modo la meteorologia tenta di avvicinarsi ai cittadini, non è più ad uso e consumo di pochi sacerdoti eletti ma è un servizio di pubblica utilità. Si hanno così le prime comunicazioni meteorologiche per la navigazione dei marinai, per l’assistenza ai contadini nell’agricoltura, in generale per tutti quei cittadini desiderosi di conoscere le vicissitudini del tempo. Per la prima volta, grazie ai “Parapegma” la meteorologia diventa “informazione”, si rivolge al pubblico. Potremmo dire che i “Parapegma” rappresentino i mass-media meteorologici dell’antichità. E nello stesso modo, non molti anni fa (per i più giovani si tratta ormai di storia), la scienza del tempo in Italia ha avuto il suo primo battesimo presso il grande pubblico, grazie alla televisione: il mass-media per eccellenza. Ricorderete sicuramente il famoso e compianto Col. Bernacca: tutte le sere, durante la sua rubrica meteorologica, “Che tempo fa” illustrava le previsioni del tempo agli italiani. Fu proprio intorno agli anni 60 che le previsioni meteo divennero un servizio per il pubblico italiano.

 

Giancarlo Bonelli